mercoledì 12 novembre 2014

Ho donato 2€ all'AIRC...ma i cioccolatini sono anticancro?



Ricevo dall'Associazione Italiana Per La Ricerca Sul Cancro (A.I.R.C.), questa mail:
Ciao GIOVANNI, il cancro è secondo solo agli incidenti stradali come causa principale di morte per i bambini. E ogni piccola vita spezzata da questa terribile malattia è un futuro di sogni infranti. L’obiettivo è riuscire a curarli tutti e per questo averti al nostro fianco è indispensabile.
Solo con l’aiuto di persone come te, infatti, i nostri ricercatori potranno continuare a lavorare per permettere a un numero sempre maggiore di bambini di realizzare il sogno più importante: diventare grandi.

Ho donato 2€, ma riporto anche l'interessante articolo che ho trovato su WIRED.it dal titolo:
Airc rilancia i cioccolatini contro il cancro. Hai detto cioccolatini?


Ma come? Mentre la scienza continua a confermare i danni da zucchero e i rischi del sovrappeso sul cancro, l’Airc ripropone anche quest’anno i cioccolatini? “Sono pensati come qualcosa di piacevole e non tutti amano la frutta”.
Dal 3 al 9 novembre l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro promuove “I Giorni della Ricerca”, una settimana di appuntamenti per raccogliere fondi con trasmissioni, eventi nelle scuole e nelle piazze italiane. La cosa riguarda tutti, visto che oggi circa 3 milioni di italiani (quasi il 5% della popolazione) convivono con una diagnosi di tumore (fonte AIRTUM e AIOM) e, grazie ai progressi della ricerca, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è al 63% per le donne e al 57% per gli uomini (nel 1990 era rispettivamente al 53% e 39%). Particolarmente elevata la possibilità di sopravvivere a tumori frequenti come quello al seno (87%) e alla prostata (91%).

Quindi benissimo sostenere la ricerca. Quello che mi sembra pazzesco, è che tra gli eventi di piazza, sabato 8 novembre, l’Airc abbia deciso anche quest’anno di offrire cioccolatini Lindt (distribuzione che poi proseguirà nelle banche Ubi). Volendo, si possono anche sfruttare le consegne gratuite dei portali di e-commerce Saldi Privati ed ePrice, per farseli arrivare direttamente a casa. Nel comunicato si motiva la scelta con le numerose scoperte a favore del cacao e del cioccolato, e non si dimentica di sottolineare che il cioccolato però fa bene se, e solo se, c’è poco zucchero e poco burro di cacao, e se trattasi almeno di cioccolato fondente. E quindi? Credo sia noto a tutti che i cioccolatini in questione hanno come primo ingrediente lo zucchero, ingrediente associato tra l’altro all’insorgenza di diversi tipi di tumore, e sono ricchissimi di grassi (hai presente la scioglievolezza?) che di nuovo favoriscono il cancro e il sovrappeso. Tra l’altro, come abbiamo avuto modo di ricordare di recente, la semplice lavorazione a cui è sottoposto il cacao per diventare tavoletta o cioccolatino taglia, e di molto, i flavanoli, le sostanze preziose per la salute. In più, i cioccolatini in questione non sono manco fondenti. Ho chiesto lumi alla Dottoressa Adriana Albini, direttrice del Dipartimento Ricerca e Statistica dell’ IRCCS Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia e della Fondazione MultiMedica Onlus di Milano, che per Airc lavora come volontaria da molti anni. Il suo imbarazzo è tangibile. “Mah, il cioccolatino è un modo per raccogliere fondi, è una piccola confezione, mette allegria. Io li ho assaggiati lo scorso anno e non mi sembrano così zuccherati…comunque il senso è farsi una coccola, chiaro che se li mangi tutti non fa bene alla salute”. Ah. E quindi perché non proporre le arance, come fate a gennaio, o un altro frutto, o una pianta come l’azalea della Festa della mamma? “Il problema è che poi magari il frutto non piace a tutti. E poi l’autunno è proprio il momento del cioccolato”. Uhm, mi sembra di capire che l’importante (per carità, importantissimo) è solo raccogliere fondi. Del messaggio che passa alle famiglie e ai bambini poco importa. E poco importa se l’obesità infantile (importante fattore di rischio anche per il cancro) vede l’Italia primeggiare in Europa, alla faccia della dieta mediterranea. Il senso della campagna dovrebbe essere secondo me anche quello di sensibilizzare le persone a uno stile di vita corretto, anche perché, come ci ricorda Airc, il 30% dei tumori si evita con abitudini sane. E significherebbe quasi un milione di malati in meno solo in Italia. Non vorrei essere fraintesa: io non dico che non dovremmo più mangiare cioccolatini. Dico solo che mi sembra improprio che un’associazione che lotta contro il cancro distribuisca cioccolatini, vantando allo stesso tempo le virtù del cacao, e diffondendo la falsa convinzione che mangiare un cioccolatino possa farti in qualche modo bene. Come amo ripetere: non demonizzo il cibo spazzatura, ma è fondamentale sapere che è cibo spazzatura. Allo stesso modo, è fondamentale sapere cosa può aiutarci di più a prevenire il cancro, secondo le più recenti evidenze: “La catechina presente nel tè verde, il licopene del pomodoro, il resveratrolo del vino rosso, le antocianine della frutta e verdura blu e viola (mirtilli, lamponi, melanzane), gli indoli dei cavolini di Bruxelles, la curcumina del curry, la capsaicina del peperoncino rosso e l’allicina dell’aglio. Hanno note proprietà salutari anche l’olio extra-vergine di oliva e il pesce ricco di acidi grassi poli-insaturi omega 3, come il salmone”, spiega Albini. Per quanto riguarda il cioccolato: “Se e solo se fondente (oltre il 70% di cacao), con poco zucchero e grassi, e in piccole quantità (ricordiamoci che è calorico) può portare molti benefici grazie agli antiossidanti che contiene, tra cui le catechine, simili a quelle del te verde”. Quindi ecco specificato che i cioccolatini al massimo fanno bene all’umore. Chiarito questo, stimo l’Airc e sostengo il lavoro dei ricercatori contro il cancro. “Lavoro con Airc da tanti anni – continua Albini – e posso garantire che ogni euro raccolto è distribuito seguendo stringenti criteri meritocratici, garantiti da commissioni internazionali. Facciamo un lavoro pazzesco, ma è tutto volontariato, perché Airc non ci dà nulla: ogni euro raccolto finisce dritto alla ricerca”. Per aiutare i ricercatori si possono donare 2 euro inviando un sms al numero 45503, o da telefono fisso scegliendo l’importo. I gestori devolveranno l’intero importo ad AIRC e il numero è attivo dal 29 ottobre al 17 novembre. Si può anche donare con carta di credito chiamando il numero verde AIRC 800 350 350 o su www.airc.it; tramite bollettino postale sul conto corrente 30 72 72 intestato ad AIRC o con bonifico bancario sul conto intestato ad AIRC presso UBI Banca (senza commissioni) IBAN IT23Q 0542801602 000000009390.

Se invece preferite i cioccolatini in piazza, mi raccomando, fateveli durare almeno fino a Natale!

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