sabato 2 febbraio 2013

Preghiera e meditazione Tong Len aiutano a curare il tumore?


Il Lama Zopa Rinpoche
Si può guarire il cancro con la chirurgia, la chemio e la radioterapia? Sicuramente sì, ma non sempre purtroppo! Se aggiungiamo, e ripeto aggiuntiamo, anche la meditazione, la probabilità di guarigione aumenta? E' la domanda che si è posto il dott. Gioacchino Pagliaro e la sua equipe che da vent'anni si occupa di meditazione.
Trovo sul Corriere di Bologna.it del 5 gennaio 2013 un articolo della redazione online dal titolo:
Sottotitolo: Il primo caso in Italia. La pratica meditativa Tong Len sarà testata su un gruppo di 80 pazienti del reparto di oncologia
BOLOGNA - L'Ausl di Bologna ha deciso di consentire, prima azienda sanitaria a livello internazionale, la sperimentazione di una terapia tibetana ai suoi pazienti oncologici. Si chiama «Pratica meditativa Tong Len», partirà a febbraio e sarà condotta dall'equipe di Gioacchino Pagliaro, 58 anni, direttore del reparto di Psicologia clinica dell'ospedale Bellaria, che si occupa di meditazione da oltre vent'anni.

LA SELEZIONE - Nei prossimi giorni saranno scelti 80 pazienti, che continueranno nel frattempo il normale processo di cure: 40 saranno sottoposti alla terapia, l'altra metà no, in modo da valutare le differenze. Pagliaro e i 15 professori sanitari - spiega l'edizione bolognese di Repubblica - non conosceranno i nomi di chi farà il test: avranno solo una scheda con le iniziali del paziente, il tipo di patologia e determinati valori del sangue.
LO STUDIO - Lo studio, a costo zero, durerà diversi mesi e, a distanza di tre e cinque anni, lo staff di medici analizzerà i pazienti per capire se ci sono stati cambiamenti, se sono variati alcuni valori del sangue come il livello dei globuli bianchi oppure se ci sono miglioramenti negli stati d'ansia e di tensione. Una misurazione, questa, che avverrà prima, dopo e durante il test. Il «Tong Len» («Prendere e dare») è un'antica pratica buddista che prevede, come attività centrale, la meditazione. Il comitato etico dell'Ausl ha approvato la sperimentazione e il direttore sanitario Massimo Annichiarico ha firmato la delibera che autorizza il progetto. Ad oggi non c'è letteratura scientifica che possa dimostrare il reale beneficio della terapia.
L'articolo viene commentato solo da due lettori, uno chiede: Perché non introducono la dieta crudista fruttariana ed il metodo Gerson?

Un'ulteriore spiegazione del progetto la si trova qui.

Il parere del prof. Veronesi
La notizia non sfugge al prof. Umberto Veronesi che, anche se viene detto chiaramente che i pazienti che partecipano al progetto continueranno nel frattempo il normale processo di cure, scrive un post che riporto, datato 28 gennaio 2013, dal titolo: Preghiera e meditazione non curano il tumore.
Si può credere che un atto spirituale come la meditazione possa aiutare a guarire il tumore? Mi sono dovuto informare in che cosa consista la meditazione tibetana Tong Len, quando ho saputo che sperimentalmente 40 pazienti oncologici nell’ospedale Bellaria di Bologna la applicano.
Uno dei principi su cui si basa sostiene che  quando sviluppiamo una grande compassione prendiamo su di noi la sofferenza e le cause di sofferenza degli infiniti altri esseri viventi, e le utilizziamo per distruggere il nostro pensiero egocentrico ed egoista, che è la fonte di ogni nostro problema e malattia. Trovo molto bello  questo concetto sul piano spirituale ma trovo difficile immaginare che la meditazione su questo e analoghi concetti possa risultare efficace  terapeuticamente. Il tumore si cura con la radioterapia, la chirurgia, la chemioterapia e soprattutto con la prevenzione attuata  con esami e screening, stili di vita corretti, alimentazione sana. Una volta mi chiesero se la preghiera aiuta a curare; e se oggi qualcuno mi chiedesse se la meditazione serve a curare il tumore rispondo come allora, che non ci sono né possono esistere evidenze scientifiche in tal senso.
Eppure sono sempre stato convinto che la psiche, e dunque la psicologia, ha una grande importanza nel percorso di cura del tumore e io mi sono sempre impegnato per affiancare alle cure scientificamente appropriate una grande attenzione ai fattori psicologici che possono ritardare il processo di guarigione, come l’ansia che paralizza i pazienti dopo la diagnosi di tumore, lo stress che vi si accompagna, e qualche volta il panico incontrollato.
Tutto ciò che riesce ad alleviare il peso dell’angoscia e dia serenità al malato e porti il paziente ad avere fiducia nel suo medico e nelle terapie che gli vengono applicate partecipa indirettamente alla cura. E se la “meditazione tibetana” affianca queste cure serie e sperimentate (così com’è per i pazienti di Bologna, per i quali “il Tong Len” va ad “aggiungersi” alle terapie già in atto), le osservazioni che emergeranno da questo studio potranno rivelarsi importanti, sui rapporti tra corpo e psiche, che furono intuiti già da Ippocrate.

Che cos'è la meditazione Tong Len?  
Questo tipo di meditazione tibetana ha origini antichissime e si basa sul principio del “dare e prendere energia”. Secondo Lama Zopa Rimpoche, autore del testo “Guarigione definitiva”, questo tipo di meditazione sarebbe il metodo più veloce per curare sé stessi.
Lama Zopa Rinpoche (Thami, Nepal, 1946), nato alle falde del monte Eve­rest, è considerato uno dei più importanti maestri buddhisti viventi. Attualmen­te è il direttore spirituale della Fondazione per la preservazione della tradi­zione Mahayana .
Riporto alcune frasi del libro "Guarigione definitiva".
La pratica di Bodhicitta del “prendere e dare”, o in tibetano Tong Len, costituisce il metodo più rapido e più potente per guarire noi stessi. Nella meditazione del “prendere e dare”, quando sviluppiamo una grande compassione prendiamo su di noi la sofferenza e le cause di sofferenza degli infiniti altri esseri viventi, e le utilizziamo per distruggere il nostro pensiero egocentrico ed egoista, che è la fonte di ogni nostro problema. Mettendo in pratica un grande amore colmo di gentilezza, doniamo quindi tutto ciò che ci appartiene agli altri esseri viventi: il nostro corpo, i nostri parenti e amici, i nostri stessi beni, la nostra energia positiva, e la nostra felicità.  (…) utilizziamo il nostro stesso dolore per sviluppare la compassione per gli altri esseri viventi. Per mezzo di questa meditazione, sperimentiamo la nostra malattia e tutti i nostri altri problemi per il bene di tutti gli esseri viventi. Se pratichiamo questa meditazione con cura e intensità questo ci aiuterà a diminuire e anche a eliminare il nostro dolore, e non è cosa rara che la meditazione sia anche in grado di guarire la nostra malattia. Tuttavia il punto più importante della pratica del “prendere e dare” consiste nella sua capacità di purificare le cause della malattia, che si trovano nella nostra mente.

1 commento:

  1. Ho commentato l'articolo del prof. Veronesi che è stato pubblicato sul suo blog: Carissimo professore, perchè ha sentito il desiderio di scrivere un post sulla notizia della sperimentazione del Tong Len all'Ospedale Bellaria di Bologna e intitolarlo "Preghiera e meditazione non curano il tumore"? L'ho fatto anch'io nel mio blog, perchè il tema mi intriga. Non è una "cura" alternativa, ma aggiuntiva, quindi ben venga! Sono un paziente oncologico che crede nella scienza, ma condivido anche il messaggio della strofa della poesia di Angela: Non togliermi mai la speranza di potercela fare, anche se sei convinto del contrario: la speranza può fare miracoli proprio dove voi medici l’avete perduta. Cordiali saluti

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